| 01 | Gli effetti principali dell'attacco terroristico agli USA
12 / 2001

Indubbiamente l'evento dell'11 Settembre ci ha tolto le poche certezze che ci eravamo costruiti sullo scenario internazionale: siamo in una condizione d'incertezza inusuale. Una reazione tipica è quella di domandarsi, leggendo un quotidiano, una rivista o un libro, se è stato scritto prima o dopo l'evento, per credergli o considerarlo inutile!
Per non perdersi in questa incertezza e dato che la nostra professione ci impone di percepire i segnali, anche deboli, di sviluppo degli scenari globali proviamo a delineare un percorso logico di comprensione del momento.
Il nostro obiettivo è quello di riflettere su queste note e fissare le principali linee guida che dovranno informare le strategie dell'impresa, per i prossimi due anni almeno.

Quanto durerà il conflitto e quali aree coinvolgerà?:
Nel momento in cui scriviamo, la fine di Novembre del 2001, vi sono tre opzioni sull'evoluzione del conflitto e sulla probabile conclusione.
1) a breve (qualche mese), opzione considerata dagli osservatori più attenti improbabile;
2) a lungo termine (oltre un anno) anche questa considerata altamente improbabile;
3) a medio termine (entro la metà del 2002).
Da queste considerazioni l'ipotesi più probabile è che le influenze negative dureranno sicuramente per tutto il 2002.
Per quanto riguarda le aree coinvolte dal conflitto si possono ipotizzare due scenari: 1) la Limitazione del conflitto al solo Afganistan; 2) il coinvolgimento di uno o più stati nel conflitto (i più a rischio sono il Pakistan, l'Arabia Saudita, la Somalia, l'Iraq e la Siria) con conseguenze imprevedibili.

Una previsione sugli effetti generali della crisi:
L'effetto più evidente di questa crisi sembra essere l'accelerazione di tutti i fenomeni attualmente in essere; i paesi in crescita continueranno la loro tendenza, mentre quelli in declino allungheranno i tempi della ripresa. Con una considerazione: gli eventi hanno messo in luce tutta la reale portata della globalizzazione (siamo condizionati sempre di più da avvenimenti che accadono lontano da noi).

Le aree economiche e la crisi:
  Usa e Canada (già in crisi dalla fine del 2000): è evidentemente l'area maggiormente e direttamente interessata dagli eventi in corso. Possibili sviluppi sono da prevedersi in relazione agli attacchi sul cosiddetto "fronte interno" (bioterrorismo, anche se ora sembra attenuato).
  Giappone (già in recessione da tempo): rappresenta un'area particolarmente critica, ma più che altro per motivi indipendenti dalla crisi dell'11 settembre.
  Europa (già in crisi dalla fine del 2000): è fortemente dipendente dalla crisi degli altri due blocchi. All'interno dell'Europa i paesi maggiormente esposti agli effetti della crisi non sono solo quelli più deboli economicamente, ma anche quelli forti, come la Germania ad esempio.
  Russia, Europa dell'Est e Cina sembrano invece offrire delle interessanti opportunità. E' probabile che la contrazione dei consumi nei mercati della "triade" (Usa/Canada, Giappone ed Europa) dirotti l'aggressività delle tradizionali esportazioni verso queste aree relativamente "tranquille" e con i consumi, di tipo occidentale, in crescita.

Settori economici e crisi:
  Il Turismo è stato il settore che ha subito, come sempre nei momenti conflittuali, il contraccolpo maggiore (-40%). L'Auto segue a ruota, ma nell'ambito di un aggravamento di una crisi già in atto da tempo. Il Lusso, il Tessile & Abbigliamento, le Calzature stanno già risentendo di una corposa flessione, in particolare negli USA.
  Il " Lusso" (uno dei settori che riguarda più da vicino l'Italia, che ha infatti il 30% di quota mondiale dell'abbigliamento di questa categoria!) aveva già dato segnali negativi. La scossa subìta dagli USA li ha accelerati e questi si sono manifestati immediatamente con un calo delle vendite del 30/40% in quel paese, ma che avrà conseguenze in tutto il mondo non solo sulla dimensione delle vendite ma anche sulla concezione stessa del lusso.

Settori in controtendenza
  I consumi alimentari, in particolare la gastronomia ed il vino di qualità, dovrebbero invece subire una crescita in rapporto alla tendenza del consumatore a trasferire a casa i momenti di socializzazione e quindi a cercare gratificazione nell'alimentazione qualificata.
Stessa tendenza positiva sembra riguardare il turismo interno ai paesi.

La competizione internazionale
  Gli scambi internazionali verso alcune grandi aree del mondo subiranno ridimensionamenti notevoli. Dovranno rivedere i "numeri" tutte le imprese che esportano prevalentemente negli USA, in Giappone e in tutto l'Estremo Oriente in genere.
  Lo spostamento della competizione sarà un altro fenomeno importante: la riduzione dell'assorbimento dei paesi citati, costringerà i paesi esportatori a cercare altri sbocchi quindi si concentreranno nei paesi meno esposti come l'Europa occidentale ed orientale. Lo stesso fenomeno avverrà nel mercato nazionale ed europeo: le imprese che esportavano nei paesi influenzati dalla crisi, cercheranno nuove opportunità "a casa loro". In conclusione, una competitività in forte crescita.
  Un'accelerazione del ruolo della Cina, che vedrà a breve gli effetti della sua entrata nel WTO, per fortuna non solo negativi, soprattutto se le imprese italiane sapranno cogliere con rapidità questa nuova opportunità, in un paese che rappresenta un quinto della popolazione totale e con consumi "occidentali" in forte crescita.

I tempi di superamento della crisi:
  Usa e Canada: un'economia deregolamentata e quindi velocissima a riprendersi. Ciò non avverrà comunque prima della fine del 2002.
  Giappone: economia fortemente infrastrutturata, ma un po' più lenta di quella Usa. Previsione di ripresa intorno al 2003.
  Europa: ripartirebbe più velocemente se fosse maggiormente deregolamentata. Alcuni esperti prevedono comunque una ripresa a breve.

Ipotesi e soluzioni per una strategia proattiva
Nella nostra esperienza di consulenti abbiamo registrato diversi atteggiamenti dell'impresa di fronte alla crisi, indubbiamente, molto più profonda ed inusuale di quelle a cui, anche i manager con più esperienza, sono abituati.

  Rassegnata sicura: con l'esperienza dell'impresa che ha superato con i propri mezzi molte crisi, con un atteggiamento di attesa di tempi migliori, senza adottare grandi cambiamenti nella strategia.
  Preoccupata, ma forte: un'impresa con le risorse per sostenere anche tempi peggiori, con una diffusa tensione negativa verso l'esterno ed un atteggiamento di "chiusura a riccio", unico modo per difendere l'impresa.
  Preoccupata debole: un'impresa spesso in tensione finanziaria, alla ricerca spasmodica di soluzioni mai tentate prima, che creino nuovi ricavi e nuovi margini, in sostituzione delle perdite derivanti dallo stato di crisi.
  Opportunista: un'impresa cosciente delle opportunità che si offrono in momenti di crisi alle imprese che osano.
  Proattiva prudente: un'impresa cosciente dello scenario, attenta ai segnali di cambiamento, flessibile per adattarsi velocemente: in definitiva una "corsa composta"!

Non giudichiamo i diversi atteggiamenti descritti, ma ci limitiamo a suggerire sette principi, che riteniamo basilari per superare con successo questo periodo di crisi:

1. In un contesto incerto la regola è quella di credere solo in ciò che è noto, usando prudenza nelle previsioni ed attenzione ai segnali di cambiamento.
2. Essere estremamente flessibili è indispensabile per adattarsi velocemente al cambiamento delle condizioni del sistema competitivo, sfruttando le opportunità e superando le minacce.
3. Limitare le scelte intuitive, prendendo decisioni su basi più oggettive solo dopo osservazioni puntuali.
4. Finanza: non effettuare investimenti senza copertura finanziaria; trasformare i crediti in liquidi; allargare gli assets (soci) per aumentare il capitale di rischio;
5. Aumentare la produttività aziendale, puntando al miglioramento dell'efficienza.
6. Ridurre i costi che non siano strettamente strategici e che non producano valore aggiunto a breve termine.
7. Lavorare sui problemi strutturali dell'impresa.

   top   

 © 2005 MIX Consulting NETWORK | EXIT |


Per stampare la pagina con Mac, aprirla in una nuova finestra e poi selezionare "Stampa" dal menù.